Ti ascolto bene. Storia di un progetto

26 marzo 2017

A fronte dell’esperienza almeno ventennale maturata dalle parrocchie nella distribuzione di aiuti materiali alle persone e famiglie in difficoltà (pacchi alimentari, vestiti, aiuti economici tramite il Fondo di Solidarietà Diocesano, …), l’aumento delle situazioni di multi problematicità richiede una continua crescita delle competenze dei centri e dei referenti per l’ascolto delle Caritas parrocchiali.

A questo proposito da gennaio 2016, con il contributo della Fondazione Comunitaria di Lodi, ha preso il via “Ti ascolto bene”, progetto per la promozione di un sistema diocesano integrato per l’ascolto (URCA = Una rete che ascolta), per la formazione e l’accompagnamento dei Centri Parrocchiali d’Ascolto Caritas (CPAC) che si stanno sviluppando in tutto il Lodigiano.

Il progetto ha previsto un’équipe di 2 operatori per supportare, soprattutto a domicilio, i cda esistenti o di nuova costituzione, con l’offerta di modalità operative comuni e nuovi strumenti tecnici per la gestione sicura dei dati di ascolto.

L’attività del progetto si è concretizzata in 2 azioni-obiettivi principali:

  1. Promozione e formazione all’ascolto
  2. Uso di nuovi strumenti cartacei e/o informatici per l’ ascolto e la condivisione sicura dei dati

Riguardo al primo obiettivo, gli aspetti più rilevanti e impegnativi affrontati sono stati:

  • Il coinvolgimento del consiglio pastorale nell’avvio di punti di ascolto con referenti dedicati.
  • Il coinvolgimento della comunità territoriale (associazioni, istituzioni, famiglie, …) per l’eventuale accompagnamento e la presa in carico di persone e nuclei famigliari fragili.
  • L’attenzione a distinguere il momento di ascolto con le altre possibili attività di aiuto che si svolgono in parrocchia (raccolta e distribuzione di cibo, di vestiti, sostegno economico, …)
  • L’attenzione ad ascoltare e registrare le tre situazioni cardine su cui ruota la raccolta dati e l’accompagnamento efficace delle situazioni: i bisogni, le richieste e gli interventi;
  • Non accontentarsi di distribuire gli aiuti disponibili (soldi, cibo e vestiti) ma porsi nell’ottica di sviluppare interventi di rete, soprattutto con il coinvolgimento degli attori istituzionali locali.

Riguardo al secondo obiettivo, l’attenzione è stata rivolta soprattutto a:

  • Proporre il programma di gestione dati.caritas, una piattaforma online attualmente in uso a numerose realtà di ascolto Caritas di tutta la Lombardia
  • Offrire materiale informatico (PC, stampanti) per attrezzare i Centri d’ascolto sprovvisti.
  • Coinvolgere nuovi volontari giovani per la gestione informatica dei dati
  • Sostenere le parrocchie offline con le attività di raccolta e immissione dei dati centralizzate a Lodi.

La situazione attuale della diocesi:

parrocchie                                      123

Unità caritative (*)                       82

Centri Parrocchiali di Ascolto** attivi in rete URCA                         72

Centri Parrocchiali di Ascolto  iscritti al sistema informatico                        48

 

(*) NB per unità caritative si intendono parrocchie che condividono medesimo parroco ovvero parrocchie con più parroci che hanno avviato coordinamento delle attività caritas

 (**) I Centri Parrocchiali di Ascolto normalmente fanno riferimento ad una unità caritativa

Tra gennaio 2016 e gennaio 2017 l’equipe del progetto ha visitato e/o supportato 38 unità caritative:

Balbiano e Colturano; Borgo San Giovanni; Brembio; Casalmaiocco; Casalpusterlengo-Cappuccini; Casalpusterlengo SS. Bartolomeo con Vittadone; Caselle Landi e Meleti; Caselle Lurani; Castiglione d’Adda; Cavacurta e Camairago; Cavenago ; Cerro Riozzo Mairano; Cervignano d’Adda; Codogno S. Giov. Bosco; Fombio; Lodi – S. Bernardo; Lodi S. Maria Addolorata/borgo maddalena; Lodi S. Maria Assunta; Lodi San Fereolo; Lodi San Gualtero; Lodi San Lorenzo; Lodivecchio; Massalengo; Miradolo; Mulazzano; Muzza di Cornegliano; Nosadello e Gradella; Paullo; Pieve Fissiraga; Postino Dovera Crespiatica; Quartiano di Mulazzano; San Colombano; San Martino in strada; San Zenone; Sant’Angelo Lod. Maria M. Chiesa Maiano; Secugnago; Tavazzano; Turano Melegnanello;

Dal 2015 al 2016 abbiamo registrato un aumento del 76% di persone e nuclei famigliari in difficoltà registrati e monitorati (da 1712 a 2264 casi).

L’obiettivo naturalmente non è solo quantitativo. Ci ripromettiamo di migliorare costantemente la rilevazione dei bisogni registrati, nonché delle richieste di aiuto raccolte e soddisfatte.

Le attività del progetto proseguiranno ancora certamente fio al 2018 e si ricollegano al lavoro di messa in rete ed integrazione dei servizi alla persona della Provincia di Lodi, sviluppato dall’Ufficio di Piano e da altri soggetti del terzo settore.

Tutto ciò per dotare il territorio di risposte sempre più adeguate alle domande di aiuto intercettate.

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