Just Human

  • 19 maggio 2017

Data: 19/05/2017 - 22/05/2017 - Orario : Tutto il giorno

Luogo: Auditorium BPL

Indirizzo: via Polenghi Lombardo 9 - Lodi

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Just Human_Prima umani, poi migranti

Un’esposizione collettiva voluta da Caritas Lodigiana e MLFM

Realizzata grazie alla disponibilità della Fondazione BPL e all’aiuto della Fondazione comunitaria di Lodi, curata da Giulia Cannella (giovane artista e insegnante lodigiana), l’esposizione è frutto dell’impegno di oltre 4.000 studenti incontrati nel corso dell’anno scolastico 2016-17 nell’ambito del progetto didattico “A piccoli passi”.

L’idea di realizzare un’esposizione con le opere degli studenti nasce dall’esigenza di “portar fuori” dalle 190 classi incontrate dai 6 educatori formati da MLFM/Caritas L.na le riflessioni sul tema migrazioni e accoglienza, per sensibilizzare la cittadinanza nel suo complesso su questi temi delicati.

L’obiettivo che MLFM e Caritas Lodigiana si sono poste nell’implementazione del progetto e dell’esposizione riguarda la necessità di riscoprire il lato umano legato al fenomeno migratorio, pertanto la capacità di guardare l’Altro come uomo, prima di tutto, e non solo come rappresentante della categoria “migranti”, “stranieri”, “profughi”, “immigrati”…

Per questo motivo abbiamo chiesto agli studenti di “uscire da se stessi” per creare, attraverso la tecnica del collage, volti nuovi: questo processo lento di scomposizione vuole riprodurre simbolicamente il processo lungo e faticoso di conoscenza e accoglienza dell’Altro che tutti noi siamo, volenti o nolenti, chiamati ad affrontare.

Le oltre 4.000 opere esposte sono frutto del lavoro e della partecipazione di altrettanti studenti, dai più piccoli ai più grandi: la scelta della tecnica del collage, mezzo povero e “lento”, prevede prelievi e riformulazione delle parti, e questo sforzo visivo e concettuale è molto simile al lavoro di mediazione che siamo chiamati a svolgere nel quotidiano per incontrare l’Altro.

Frammentare la propria immagine – la propria identità – implica un processo psichico non da poco che richiede la capacità di saper lavorare su di sé mantenendo una consapevolezza sulla propria identità che ci permette di non entrare in crisi: mettere a disposizione degli altri compagni frammenti di sé, per ricostruire un nuovo volto, una nuova persona, è un atto di fiducia: significa che gli altri prendono in carico una parte della tua persona e la modificano fino a farla diventare parte della propria.

Quando scambiamo con  qualcuno parti della nostra storia, quando ci mostriamo vulnerabili aprendoci al dialogo, in quel momento è in atto uno scambio umano che trasforma tutti i soggetti coinvolti.
Conoscendo le storie dei migranti, conoscendoli di persona, ascoltandoli, non possiamo rimanere immutati.

”La vita è come andare in bicicletta” diceva Albert Einstein “ se vuoi stare in equilibrio devi muoverti”.
E in questo equilibrio dinamico, siamo chiamati a cambiare continuamente. Non possiamo fermarci, credendo nella possibilità di rimanere immutati, aggrappati alle nostre tradizioni confuse con l’identità.
Abbiamo un insieme di qualità o di caratteristiche che ci identificano come popolo italiano, ma siamo sicuri che nel definirci non ci incastriamo in uno stereotipo troppo stretto?

Nel lavoro di gruppo i ragazzi hanno saputo lasciarsi andare e stupirsi del risultato ottenuto: sono volti nuovi dentro cui specchiarsi, senza preconcetti, aperti a sguardi bizzarri, armonie stridenti, sorrisi singolari.
Volti mai visti, frutto di incontri reali, non per sentito dire, non per chiacchiere da bar o filtrate dai media.

Sono imperfetti, hanno una storia di scambi profondi,  sono volti di esseri Umani.

Info mostra:

da venerdì 19 a lunedì 22 maggio 2017
con i seguenti orari:
ven-lun dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18
sab-dom dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19
c/o Spazio Arte BPL di Lodi – via Polenghi Lombardo
La visita è gratuita

All’ingresso sarà presente un’urna in cui sarà possibile lasciare un’offerta per contribuire alla ristrutturazione della scuola superiore Sainte Famille di Bagira, in R.D. del Congo.

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